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60 anni dal Concilio Vaticano II – Eppure si muove!

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«Il Concilio avviato da Papa Giovanni XXIII ha rappresentato una “svolta epocale” per il cattolicesimo romano». Foto: Alamy

60 anni fa, l’8 dicembre 1965, si concluse il Concilio Vaticano II. Fu l’evento ecclesiastico più spettacolare del XX secolo, poiché segnò un cambiamento epocale con ripercussioni che andarono ben oltre la Chiesa cattolica romana. Alla vigilia della conclusione del Concilio, il 7 dicembre 1965, il Concilio approvò con la costituzione pastorale «La Chiesa nel mondo contemporaneo» («Gaudium et spes») quello che è probabilmente il documento conciliare più innovativo.

Di Theo Pindl

In esso la Chiesa non si considera più una cittadella di Dio superiore alla storia, che si erge a guida degli uomini e degli Stati o si barrica dietro bastioni di fronte a un mondo diventato disobbediente, ma una Chiesa che condivide «gioie e speranze, tristezze e angosce» degli uomini di oggi nel mezzo del mondo.

Aprite le finestre!

Il Concilio, avviato da Papa Giovanni XXIII, rappresentò per il cattolicesimo romano una «svolta epocale» (Giuseppe Alberigo). Fu un Concilio che diede un nuovo significato al termine «ecumenico», che attribuì al carattere «pastorale» un’importanza superiore rispetto alle affermazioni puramente «dottrinali». Il Concilio rinunciò agli anatemi e alle condanne perché si allontanò da una cultura dell’ostilità, quella cultura che aveva caratterizzato il cattolicesimo nel XIX secolo e nella prima metà del XX secolo.

Il Concilio ha cambiato radicalmente il modo in cui la Chiesa si rapportava al mondo moderno. Ha richiamato i cattolici dal loro isolamento culturale. «Aprite le finestre!» era il mantra coniato dal papa conciliare Giovanni XXIII per un riposizionamento della Chiesa nei confronti dei movimenti sociali, politici e culturali. Era necessario affermare la storicità del mondo e anche della Chiesa: ciò che accade nel mondo ha importanza per la Chiesa!

Leggete l’articolo completo nella nostra rivista «Christkatholisch».