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«Prega la Madonna.» – Dal rapporto duale con Dio alla fratellanza universale

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«Invece di condurre all'essenziale, la digitalizzazione rafforza le paure umane». Paolo Rossi, Foto: Unsplash

In un mondo che si rifugia sempre più profondamente negli spazi virtuali, l’uomo perde il senso dell’essenziale: l’amore, l’unione e la fede come atteggiamento di vita. Dio diventa uno strumento dell’io, mentre la sua vera presenza va oltre ogni egocentrismo.

Di Paolo Rossi

Poco prima della mia operazione, mia madre, una donna di 96 anni dall’integrità disarmante, mi consigliò gentilmente: «Prega la Madonna». Era una richiesta affettuosa, un gesto di sincera premura. Eppure, nel mio cuore, non riuscivo a seguire questa richiesta. Non perché volessi contraddire mia madre, ma perché non credo che Dio o la religione siano un supermercato a cui possiamo ricorrere quando abbiamo bisogno di qualcosa per rimediare alla nostra debolezza umana.

Il paragone è azzardato, ma mi sembra simile a invocare Dio per giustificare guerre o rivendicare territori, per discriminare i non credenti o condannare coloro che non rientrano nello schema di una morale ostile al piacere e parziale, derivata da un’interpretazione arretrata delle Sacre Scritture. Finché vediamo Dio in una relazione dualistica e lo colleghiamo al nostro io, Egli diventa uno strumento dei nostri desideri o delle nostre paure e viene strumentalizzato solo per i nostri scopi. Ma Dio non è questo.

Quando l’io diventa più grande della fede

Dio è amore, fratellanza, armonia. È una voce che parla al nostro cuore quando riusciamo a liberarci dalle sovrastrutture che la nostra umanità ci impone. Ma qui si rivela una contraddizione: nella società digitale, immersa in un mondo virtuale, dovrebbe essere facile comprendere l’essenza di Dio, che va oltre l’io. Ma accade il contrario: invece di condurre all’essenziale, la digitalizzazione rafforza le paure umane.

Leggete l’articolo completo nella nostra rivista «Christkatholisch».