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Vivere insieme e crescere insieme

Kirchheimbolanden,/,Germany,-,November,21,2018:,Groups,Of,Adult
Verlautbarung Flüchtlingsshabbat/-sonntag

Appello delle Chiese cristiane e della Comunità ebraica per lo Shabbat dei rifugiati e la Domenica dei rifugiati del 21/22 giugno 2025

Fughe e spostamenti strappano le persone alle loro vite. Chi cerca protezione in Svizzera porta con sé speranza: la speranza di una casa sicura, di un futuro dignitoso e di una società in cui poter contribuire. L’integrazione non avviene automaticamente, ma è un processo condiviso. Affinché i rifugiati possano partecipare attivamente alla società, sono necessarie misure mirate e la disponibilità di tutti a contribuire alla convivenza.

Possiamo far sì che l’integrazione abbia successo: continuiamo la storia di successo

In Svizzera esistono già numerosi esempi positivi di integrazione riuscita. Molti rifugiati imparano la lingua nazionale, proseguono la formazione, lavorano e si impegnano in associazioni, quartieri e comunità religiose. Ma il percorso verso questo obiettivo è spesso impervio. Procedure complesse, prospettive di sog-giorno incerte, mancanza di conoscenze e risorse e traumi rendono difficile per molti l’accesso all’istruzione, al lavoro e alla partecipazione sociale. In questo caso sono necessari passi coraggiosi. Coaching, corsi di lingua, formazione e lavoro sono fondamentali per l’integrazione, e l’accesso a questi settori deve essere reso più semplice e meno burocratico. Le persone che necessitano in particolare di protezione, come le persone traumatizzate o i minori non accompagnati, necessitano di un’assistenza mirata e di un quadro giuridico stabile. Anche il loro status giuridico deve essere migliorato, poiché l’attuale ammissione temporanea ostacola l’integrazione. Lo status di protezione umani-taria offrirebbe a tutti coloro che hanno diritto alla protezione pari diritti e opportunità.

L’integrazione è un compito che riguarda l’intera società, un compito che vale la pena affrontare per tutti noi. Non solo permette ai rifugiati di vivere una vita autodeterminata, ma rafforza anche la coesione sociale e la futura vitalità del nostro Paese. Come chiese cristiane e comunità ebraica, siamo attivamente coinvolti nel lavoro di integrazione attraverso offerte formative, programmi di supporto e opportunità di in-contro. Invitiamo i politici, le imprese e la società a comprendere e promuovere l’integrazione come un progetto comune.

Lo Shabbat del Rifugiato e la Domenica del Rifugiato 2025 sono un’opportunità per rinnovare il nostro im-pegno per una società aperta e solidale. Lasciamoci guidare dal principio guida: vivere insieme e crescere insieme.

Berna, giugno 2025

Frank Bangerter, vescovo della Chiesa cattolica cristiana della Svizzera
Rita Famos, Presidente della Chiesa evangelica riformata della Svizzera
Charles Morerod, vescovo presidente della Conferenza episcopale cattolica romana
Ralph Friedländer, presidente della Federazione svizzera dlele comunità ebraiche