Dio è nudo

Da qualche mese abbiamo cominciato un gruppo di studio biblico. Siamo in tre persone desiderose di conoscere meglio cosa dice il testo (direttamente dalle lingue originali) riprendendo anche le grandi riflessioni rabbiniche arricchendole poi con riflessioni dal punto di vista cristiano. Abbiamo cominciato dalla genealogia di Gesù del vangelo di Matteo scoprendo che questo elenco di persone in realtà era molto interessante, abbiamo guardato un po’ alla vita delle donne nominate nel testo, abbiamo letto il libro di Rut e ora abbiamo cominciato il libro della Genesi. E, veramente, è un pozzo di spunti di riflessione personale, sui rapporti uomo-donna, sulle dinamiche familiari…
Un tema che è emerso e che non abbiamo approfondito è il tema della nudità.
Maschio e femmina, quelli che poi verranno chiamati Adamo ed Eva (ma abbiamo visto che non è proprio proprio così) sono creati nudi, senza vergogna. E nudi, senza vergogna sono immagine di Dio.
Ecco cosa scrive Stefano Sodaro:
“questo rimanda al tema della debolezza di Dio: come scrisse Dante: sì ché ‘l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura.
Perché Dio è nudo.
È santa è la nudità. Laicissima santità. Che vuol dire?
La nudità è tesoro dei deboli e Dio, il Dio del Riposo Santo, sceglie questa parte. Giacché nudo è il bambino appena nato, nudi gli amanti, nudo il Cristo in croce. Chi crede si spoglia, si denuda, apparentemente si annienta mentre si riveste di passione amorosa. Nudità e debolezza. Amore e debolezza. Ci si sposa infatti per debolezza, cioè per amore.
Ma il potente non sa amare.
E chi non sa amare, perché non è affatto debole, non sa custodire, non sa cosa è prezioso, cosa deciderà alla fine della nostra vita”.